in memoria.
rubrica: A proposito di affetti.
Zia Silvana se n'è andata.
Ha fatto in tempo a compiere 93 anni. Tre giorni dopo ha chiuso gli occhi serenamente.
Chi l'ha assistita, mi ha detto che aveva appena terminato una colazione abbondante.
Certo, prima di un viaggio bisogna nutrirsi.
Poi si è rilassata... E, nulla.
Amava la vita, anche se da qualche anno era allettata.
Ed io per diverso tempo sono andata a trovarla di domenica sera, quando il genero si recava a messa e lei restava sola con una figlia malata.
Rideva, era curiosa del mondo.
Ho vissuto con la sua famiglia e la mia per almeno due anni.
Ed è stato uno dei periodi più divertenti della mia prima infanzia, in cui i miei due cugini ed io, la più piccola, ne combinavamo più di Bertoldo a corte.
Ancora non mi sembra vero che non ci sia più.
La penultima domenica in cui ero da lei e stavo per andar via, mi sono avvicinata per baciarla.
Mi ha detto:"Resta ancora".
Io mi sono seduta di nuovo.
E quel rimanere, adesso, mi scalda il cuore.

Alla messa di suffragio ho letto questa fiaba che avevo scritto per i suoi 80 anni.
"Un tempo era una nuvola, luminosa di giorno, infiammata dal sole al tramonto.
Ma guardava il mondo dall'alto e lo trovava bellissimo.
Allora chiese di essere un fiume: ampio, potente, a volte mosso, spesso placido.
Vedeva dalle sue rive gli alberi, alti e solenni e chiese di diventare una quercia.
A lungo spinse i suoi rami in alto e le radici nella terra.
Ma vide gli esseri umani e volle essere donna.
L'Universo rispose: Gli umani troppe volte soffrono e infine muoiono.
E lei, nel diventare donna, rispose: Soffrono sì e muoiono. Ma amano moltissimo.
Fu chiamata Silvana."
Testo di Gloria Lai (Le fiabe di Gloria Lai)
Fotografia di Canva



grazie a Chance Edizioni e a Blog 22 per la pubblicazione di questo tributo, carissimo al mio cuore.