Di morte e rinascita
Rubrica: Racconto Visionario
Ho creato questa stesura per onorare il passaggio lento e dorato di novembre.
Al di là delle varie ricorrenze ufficiali, l’autunno ha una qualità di morbida malinconia capace di instillare pensieri surreali dietro le palpebre.
Sotto i passi veloci, sento scricchiolare memorie che credevo perdute.
Guardo l’azzurro sbiadito dell’orizzonte e mi sembra di svanire nel suo abbraccio.
Sarò lieta di accogliere le tue impressioni dopo la lettura del mio racconto o se proverai questa stesura.
Tarocchi: Waite-Smith 1909
Stesura Visionaria di Emma
La mia situazione attuale
7 di bastoni
Come posso farmi ponte tra il piano invisibile e quello visibile
L’Imperatore IV
Un messaggio dalla mia identità passata
6 di spade
Cosa devo lasciar morire
Fante di spade
A cosa voglio dare vita
Il Mago I
Un consiglio per la me futura
L’Imperatrice III
Come onorare le mie radici
10 di pentacoli
Non avevo un attimo di tregua, mentre cercavo di capire come uscire da quella situazione. Non so nemmeno dire da quanto tempo stavo lottando, oramai. Mi sembrava un istante che si ripeteva all’infinito. Senza soluzione di continuità. Non potevo lasciare la presa nemmeno per un secondo se non volevo finire colpita. Dall’altra parte, appena qualche passo più in là, una piccola folla esagitata si scagliava contro di me al suono di grida aspre e insistenti.
Se solo fossi riuscita a fermarli.
Dovevo trovare il modo di parlare, di far capire loro che eravamo tutti dalla stessa parte. Solo così avremmo riconquistato il nostro potere di cambiare le cose.
Sono stabile, salda nelle mie convinzioni. Questa è la mia forza. Questa, la mia saggezza. Posso sentirla scorrere dentro di me. Espandersi a ogni respiro. Sono pronta per un nuovo viaggio, più lontano, più profondo. Ora che ho recuperato il mio potere, ora che finalmente so, con ogni cellula, dove si trova la mia verità, ora sì, posso partire. Ancora un momento. Voglio assaporare questa consapevolezza densa e pesante. Dare un ultimo sguardo a questo mio mondo che credevo fosse tutto. E invece, è solo un granello di sabbia perso nell’infinito.

Mi risveglio dal sogno. Incastrata in un labirinto di cui non trovo l’uscita.
Liberarsi dei fardelli del passato non è mai indolore. Ma ho fatto il primo passo e ora non mi fermerò finché non sarò arrivata a quel lido.
Lo intravedo laggiù, immerso nella foschia di queste acque scure. Mi sembra comunque più accogliente del luogo che ho lasciato. Lo stesso luogo che mi ha voluta prigioniera e sola. A combattere contro nemici tanto effimeri quanto violenti.
Piango piano mentre mi dirigo lenta verso un porto che si perde tra i vapori dell’alba grigia.
Anche ora che tocco una terra nuova sono punta dalla nostalgia amara dell’appartenenza.
Avrò fatto bene a lasciare la mia casa?
Posso davvero chiamare “casa” il posto dove ho sofferto così intensamente da portarne ancora i segni addosso?
Perché ho così paura?
Presto!
È ora di scrollare via le ultime foglie secche dalle spalle.
Non importa cosa troverò sul mio cammino. Non lo conosco, è vero. Ma sono pronta ad accogliere i suoi doni. E a rovesciare ogni ostacolo si presenterà dinanzi ai miei piedi.
Nel mio giardino tutto fiorisce a ogni stagione. Tutto appassisce e rinasce in ogni istante, preda di una frenesia di vita che penetra ogni anfratto.
Una luce calda illumina le mie mani intente. Ciò che ho intorno si specchia felice nei miei occhi avidi di conoscenza. La Natura. La Luce. Io stessa.
Siamo un solo pulsante organismo che vibra all’unisono con la voce universale.
Mai stanca di creare bellezza, me ne nutro. E con essa adorno la volta celeste e il mondo tutto. Amo e sono amata. Creo e distruggo in perfetto equilibrio. Perché la vita e la morte, il sonno e la veglia, il silenzio e il rumore possano avvicendarsi in un ciclo divino di pura gioia.
Una gioia brillante che condivido e moltiplico. Perché possa propagarsi come seme fecondo tra le lande ingrigite dall’odio stupido e secco.
Più faccio dono di me, più ricevo. Sorrisi, amore, riconoscimento, sono le monete che voglio piantare.
Semino la mia saggezza perché si faccia albero possente.
Dimora e protezione. Respiro e luce e gioco.
Innaffio il mio passato con pazienza e comprensione.
Progetto a cura di Emma Frignani: testi e foto
Emma Frignani è lettrice e creatrice dei Tarocchi Visionari ©
Instagram (emmafrignani)
Sito emma frignani



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