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Larch, il Larice

rubrica: Il giardino di Bach


Buongiorno cari viandanti del giardino di Bach.

Oggi vi regalo un fiore come personale augurio a tutti voi per l’anno che verrà. Si tratta di un fiore speciale che porta beneficio ad ogni persona. Potrebbe anche essere usato come base per ogni miscela, ed è già uno dei fiori che consiglio di più. 

Pensando all’anno che verrà ho sentito proprio di volervelo dedicare.

Si tratta di Larch, il larice.


Edward Bach lo descriveva così:


“La tipologia Larch ha una tale paura di fallire che nemmeno inizia una qualche attività.

Ritiene profondamente di non essere all’altezza degli altri e delle situazioni, e così non vede neanche i risultati che persegue con il suo lavoro.

Non prova però né invidia per il successo altrui, né amarezza, ma solo una modestia inopportuna.

Anticipa l’insuccesso con un programma interiore negativo, autoavverantesi, che impara nella prima infanzia, forse da genitori troppo aggressivi o critici. Non ha dunque stima in se stesso e si scoraggia ancor prima di provare.”



Se pensiamo alla pianta del larice riusciamo subito a comprendere come il suo fiore riesca ad essere un balsamo curativo per le persone in questo stato. L’albero cresce in montagna e in collina fino ai 2400 metri, può raggiungere un’altezza di 30-40 metri e produce una resina abbondante e pregiata che è antisettica, emolliente, balsamica e mucolitica, disinfettante e cicatrizzante.

Nelle tradizioni è considerato un albero protettore e luminoso, si dice sia l’albero delle fate. Il suo legno è noto per essere tra i più robusti e ciò lo fa spiccare tra le sue sorelle conifere anche se esso rimane ben più basso e potrebbe, solo apparentemente, sembrare più gracile.

Le personalità nello stato Larch negativo si precludono da sole l’opportunità di imparare e fare nuove esperienze, di rapportarsi con la vita. Vivono una realtà impoverita e provano un senso di scoraggiamento e di tristezza. Queste personalità rimangono ancorate agli insuccessi del passato, senza  riuscire a pensare che i fallimenti sono importanti per imparare e per crescere.



Allora a tutti voi auguro le qualità positive che Larch può donare: fiducia malgrado gli insuccessi, realismo rispetto alle proprie capacità, resistenza nelle difficoltà, capacità di valutare oggettivamente le situazioni e, la più importante, fiducia in sé stessi.


Lieta di ritrovarvi sempre qui per scoprire altri prodigiosi fiori, vi auguro uno splendido anno nuovo.



Testo a cura di Monica Brescancin

Fotografie Pixabay

Bibliografia: “I fiori di Bach”, Lina Malfiore



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