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Celebriamo la primavera con la fotografia consapevole

rubrica: Sentieri Creativi


Con la primavera, capace di donarci immensa gioia attraverso i suoi colori, voglio proporti un piccolo allenamento di fotografia consapevole, per scoprire insieme i benefici che questo strumento, unito alla bellezza della natura, può regalarti.


Prenderti del tempo per camminare nella natura, può essere rilassante e aiutarti ad essere più consapevole e presente nel momento. 

Ritagliarti il tempo per rallentare ti aiuta ad alleviare lo stress e a dare spazio alla tua creatività.

Questo allenamento è un invito a riscoprire il legame con il mondo naturale attraverso la tua capacità di osservare. Con ogni scatto catturi non solo un’immagine, ma anche un frammento della tua esperienza interiore.

Tempo: circa 45 minuti

Materiali di cui hai bisogno: Fotocamera del tuo cellulare e stampante (solo se ne hai una)



Procedimento:


1) Fai una passeggiata di 20 minuti nella natura, non è importante viaggiare, basta scegliere un parco vicino a casa. Cammina lentamente e presta attenzione ai dettagli dell’ambiente che ti circonda. Osserva tutto ciò che vedi in modo profondo, riempi gli occhi e il cuore di ciò che hai intorno a te.

2) Durante la passeggiata, fai attenzione al tuo respiro. Fai respiri profondi e lenti e senti l’aria riempire i polmoni, ascolta il tuo corpo e fai caso a come ti senti. Quali pensieri e sensazioni ti vengono a trovare?

3) Mentre continui a camminare, porta la tua attenzione alla natura intorno a te. Se alcuni pensieri quotidiani ti attraversano la mente, come, ad esempio, quello che devi fare domani, lascia che arrivino, passino e che se ne vadano.

4) Fai caso a cosa colpisce il tuo sguardo: può essere un dettaglio, un colore, una forma.

5) Se vedi qualcosa che ti sembra bello o che suscita una tua emozione, scatta una foto col cellulare.

6) Durante la passeggiata, scatta fotografie di qualsiasi cosa che ti evoca un’emozione, un ricordo, un pensiero profondo.

7) Quando torni a casa riguarda le fotografie che hai scattato e dai un titolo a quelle che ti colpiscono di più.

8) Se hai una stampante a disposizione, potresti voler stamparne alcune per ricordarti dell’emozione che hai provato in quel momento o, semplicemente, per sentire la natura più vicina a te. 

9) Ad esempio, se hai scattato la foto di un tronco di un albero perché stimolava la tua immaginazione, magari sembrandoti un personaggio incantato, potresti voler tenere una stampa di quella fotografia nel cassetto. Potresti osservarla di nuovo quando ti senti particolarmente stressata, in questo modo rievocherà la tua fantasia o la sensazione di calma che hai provato in quel momento.


Se sei appassionata di scrittura e di journaling, prova a utilizzare questa esperienza come ispirazione per descrivere come ti senti o per una storia. 


Quando torni a casa e riguardi le immagini, prova a porti queste domande: 

  • Provi le stesse emozioni che sentivi quando hai scattato le foto?

  • Le tue sensazioni sono cambiate da quando le hai scattate?


Sono sempre stata appassionata di fotografia: la prima macchina fotografica mi è stata regalata dai miei genitori all’età di otto anni e, da quel momento non me ne sono più separata.

Ai tempi c’erano le macchine fotografiche analogiche e mio padre, che amava a sua volta la fotografia fin da ragazzo, allestiva in casa una camera oscura dove poter stampare i suoi scatti.

Ho un ricordo della fotografia che passa soprattutto dai sensi: dall’olfatto, dalla vista e dal tatto. Ho ancora vividi nella memoria l’odore di quel luogo, la luce rossa, il buio e la meraviglia del toccare la carta fotografica e vedere come le immagini si scurivano, ingrandivano, davano vita a nuovi mondi.


Scattare con la macchina fotografica e stampare in camera oscura era un grande esercizio di pazienza, un allenamento per imparare a vivere il presente con attenzione per ogni attimo, coinvolgendo tutta te stessa, mente e corpo.

Essere cresciuta circondata da tanta passione per le immagini stampate non ha potuto che diventare un punto di partenza per la mia professione di arteterapeuta. E non è un caso se ho scoperto il potere dell’arteterapia proprio attraverso la fotografia terapeutica e da lì ho cominciato il cammino che mi ha portata a svolgere il lavoro di oggi.


Spero di cuore che la natura e la fotografia possano essere una grande fonte di ispirazione anche per te.



Testo di Alessandra Montella


Fotografia di Tamara Barbarossa



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