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Eppure a me sto ca**o di ego, qualche volta mi ha salvato.

  • lachanceria
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

rubrica: REFLUSSI DI COSCIENZA


"Ego" si riferisce al pronome latino per "io", è usato in psicologia per indicare l'Io, l'istanza psichica che media la realtà e la consapevolezza di sé.


Non sarebbe sufficiente un manuale intero per definire i concetti di Ego, Io, Realtà e Consapevolezza. Non sarebbe esaustivo un tomo per concetto, eppure spesso si utilizzano con leggerezza queste parole creando più confusione che altro.


Nella moderna spiritualità pop, stiamo assistendo ad una criminalizzazione del povero Ego, che sembra portare la croce per ogni nostro peccato. 

In psicologia si è creato un particolare misunderstanding nel momento in cui si è usato il pronome singolare nelle definizioni di Io e di Ego. E come in una cipolla dobbiamo disintegrare tutto ciò che è intorno al nucleo di questo Io, che consiste in un enorme agglomerato di Ego, e liberare questo nostro Sé Autentico diventando tutti degli esseri di Luce.

Forse è proprio per questo che viviamo in un mondo così ipocrita e materialista, che ha perso ogni contatto con ciò che possiamo definire Divino.

Intanto, non riconoscere in noi la compresenza di molteplici Io che ci abitano e ci muovono diventa una prima prigione estremamente soffocante. Come se non ci appartenessero sfumature di colore e dovessimo attenerci ad un lavoro che ci porti ad essere mono-tono. Come se la nostra varietà di essenze, che ci porta ad approcciare ed essere differenti in contesti lontani tra loro, fosse una colpa grave e non la normale attitudine a relazionarci in base all’interlocutore e al contesto che abbiamo in un determinato momento.

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Il problema non è mai l’Ego, semmai l’Ego è il sintomo di qualcosa. Senza di lui non sapremmo su cosa dovremmo lavorare per diventare persone più armoniche e centrate.

Siamo qui per fare esperienza di materia, e l’Ego spesso è ciò che ci permette di essere nel pieno di questa materialità (da non confondere con materialismo) e vivere pienamente il nostro passaggio terreno. In un mondo duale è l’Ego che permette di consolidare morale ed etica all’interno di una società.

Per fare un esempio, il senso di Libertà, che non esiste al di fuori della materia, in quanto in assenza di dualità non esiste costrizione, è un principio che agisce quando c’è alla base un Ego sano, così come l’amor proprio, la carità e il senso di giustizia, il perdono.

Tutti costrutti sociali del mondo terreno.

Certo, un Ego sano nel nostro tempo non è facile da coltivare, e per chi vuole fare un percorso spirituale di certo è qualcosa su cui lavorare, ma lavorare sulla propria “correzione” non vuol dire annullamento o il disgregamento di alcune parti di sé.

Come gli antichi Alchimisti dobbiamo trasmutare e purificare, non distruggere.

E io sono grato al mio Ego per avermi indirizzato sul cammino del processo di correzione, come dell’aver sviluppato e protetto alcune idee e convinzioni che mi hanno reso ciò che sono.

Pur se cerco di migliorarle e superarle, continuamente fanno parte di me e del mio percorso.

Il mio Ego è il mio Virgilio. 

Un giorno farò a meno e camminerò senza di lui.

Chissà tra quante vite ancora. 


Andrea


Testo di Andrea Stella (andrea___stella)

Fotografia di Canva


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