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Gelsomino d’inverno

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

rubrica: Natura poetica


Navigavano freddi i giorni 

Nel mezzo della notte 

Barche cullate dal vento 

Rami sinuosi come ragionamenti.

Sui fili elettrici  

Stormi di storni 

ripassavano la coreografia.



Cinque, sei, venti, quaranta 

Prendono quota, compongono figure

Si scompongono come visioni oniriche

nel cielo costellato di nuvole candide: 

teatro senza tempo.

Il gelsomino invernale, 

restava immobile 

nel mezzo del giardino ombroso.

Si avviluppava su se stesso 

come edera

Come coperta a fiori 

Si abbracciava e si tenea stretto.

Cornice di questo orizzonte mortale 

Restava a guardare oltre.

Raccoglievo  quei fiori,

Ed ai miei occhi li appoggiavo.

Cannocchiali speciali,

Per vedere nella nebbia delle tenebre:

Anime scure animarsi

Un sorriso tirato 

Un sogno infranto

Una poesia caduta nel silenzio 

Osservavo le sensazioni nascere

Paura, tristezza 

Stringere il petto.

Con occhi di gatto 

Gialli e profumati, 

Non si vedeva la speranza 

Nascosta nell’armadio.

Così aprii il cuore 

Come si fa con una finestra

Aperta sul mare.

Da lì entrava molta luce 

Da lì tutto poteva rinascere. 

 


Testo di Angela Katia Faugiana (laestrella87)

Fotografia da Canva

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