Editoriale di Ottobre
A cura di Rossana Orsi
«Adesso fa notte - fa preghiera-
Apre le serrature del silenzio
fa apparire la mappa siderale
e ci inginocchia per quello spazio
immenso
fra qui e l'orlo
del cominciamento
quando le spine dorsali
stanno tutte stese.»
— Mariangela Gualtieri
La radice e il seme: ritornare al tempo presente
Settembre può aver segnato un rientro. Ottobre può sigillarlo. Oppure, possiamo prestare attenzione agli attraversamenti che compiamo grazie alle piccole cose che ci capitano, che esistono attorno a noi, passaggi di una Natura che non è mai ferma nemmeno quando ci sembra.
Così, Ottobre possiamo leggerlo come la soglia che ci chiede di radicare ciò che durante l'estate si è agitato o è affiorato in superficie, a seconda del temperamento. Se agosto ci ha invitati a rallentare e a cercare l'ombra, questo mese apre una stagione di presenza, in cui la parola torna a farsi materia, intenzione e lavoro condiviso.

Nel ritmo naturale, l'autunno non sfoltisce per privare ma per essenzializzare: toglie il superfluo così da proteggere ciò che deve maturare sotto terra. Con questo stesso spirito riapriamo lo spazio del nostro blog.
Ripartono le rubriche dei nostri collaboratori, ricominciano i dialoghi attorno ai libri e ai simboli che ci guidano, e si riannodano i fili dei percorsi editoriali e culturali dell'associazione. Vi invitiamo perciò a sintonizzarvi con noi.
Nuovi progetti ci attendono, e in questo spazio ritroveremo le nostre bussole e i nostri cantieri creativi per incontrarci e confrontarci. Tornare a leggerci e a scriverci significa che potremo scegliere ogni giorno dove posare lo sguardo. Speriamo che ciascuno senta il desiderio di rinforzare quel filo invisibile che ci lega.
Così, il tempo presente del mio amato Ottobre ci donerà guance aranciate e profumi umidi di sottobosco.
Testo di Rossana Orsi (rossana_orsi)
Fotografia di Patrizia Matteini (pattimatte)



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