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Incontrando Assunta Buono

  • 16 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

rubrica: Intravedersi


Conversare con un autore

è sempre un privilegio di intimità concesso.

Un guardarsi reciproco

per cogliere sfumature di sé

e approfondire il proprio rapporto

con il mondo interiore e l’alterità.


Per questo nuovo appuntamento con Intravedersi, abbiamo incontrato Assunta Buono: artista campana la cui ricerca si muove tra figurazione e astrazione. Attraverso materia e colore, il suo lavoro esplora emozioni e percezioni intime, restituendo allo sguardo una dimensione sospesa e sensibile.


  • Ciao Assunta e benvenuta in questo spazio di condivisione. Per iniziare, ti chiedo come descriveresti il tuo linguaggio visivo a chi non ha mai visto le tue opere?

Il mio è un linguaggio semplice che parte dal desiderio di trasporre su tela questo viscerale legame che ho con il mare e che ogni isolano vive come parte essenziale della propria esistenza.


  • Come nasce un tuo lavoro: da un’emozione, da un’immagine mentale o da una sperimentazione materica? E quali materiali e tecniche senti più affini alla tua ricerca?


Il mio lavoro parte sempre da un’immagine che genera in me uno slancio creativo. Amo la fotografia e spesso molte delle mie opere sono frutto di una determinata visione mentale che cerca di fondere realismo ed astrazione creando un gioco di opposti per adattare la costruzione dell’opera al dinamismo del mare. Adoro sperimentare tecniche diverse: dal materico, all’astratto, al figurativo, all’acquerello; spesso in base all’emozione che voglio trasmettere all’osservatore.


  • La luce e il movimento sono elementi ricorrenti nella tua pittura: cosa rappresentano per te? E quanto influisce il mare nella costruzione del tuo immaginario visivo?


Il mare è tutto il mio mondo, quello che porto dentro dalla nascita e di cui avverto un eterno senso di scarsità, specie da quando vivo a Roma. La luce e il movimento sono per me un modo per dare drammaticità e tridimensionalità all’opera. Rappresentano uno strumento per comunicare quel preciso stato interiore che si innesca in ognuno di noi, tutte le volte in cui ci sediamo di fronte all’immensità di un elemento naturale così magico.


  • La tua espressione artistica si muove tra figurazione e astrazione: come trovi l’equilibrio tra questi due linguaggi?


Come accennavo prima, il “realismo astratto” è sempre stato una fonte di ispirazione. Amo giocare con il contrasto tra opposti provando a conciliare quel preciso stato d’animo, blindandolo in uno spazio mentale che possa fondersi alla costruzione di uno spazio naturale.


  • C’è un’opera o una serie che consideri particolarmente rappresentativa del tuo percorso?


Sì. Opere a cui sono particolarmente legata, perché rappresentano le fondamenta da cui ha preso avvio la mia attività artistica, sono Soul Odissey o An Intense Night, ma non posso non considerare che ogni opera è per me come un figlio che poi percorrerà un cammino autonomo ed indipendente.


  • Quali sono le sfide principali che affronti oggi come artista contemporanea?


Credo che le sfide principali siano cercare di non accontentarsi mai mettendosi costantemente in gioco per alzare l’asticella e provare a ritagliarsi una nicchia in un mondo come quello dell’arte dove il talento è tutto ma non basta senza un’adeguata progettualità e una ben strutturata visione di chi sei e dove vuoi arrivare.


  • Su cosa stai lavorando attualmente e quali direzioni immagini per il tuo futuro?


Attualmente sono impegnata nella Biennale di Milano: evento di grande importanza creata dal Dott. Salvo Nugnes, manager di artisti di grande calibro come Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Antonino Zichichi, Margherita Hach e tanti altri. Far parte della Biennale Art Expó di Milano è per me un grande onore e un grandissimo stimolo a far sempre meglio.


Puoi approfondire l’Arte di Assunta sfogliando liberamente il Portfolio BUONO qui.


Intervista a cura di Mirko Morello G. C.

Autrice ospite: Assunta Buono (agoodfineart)

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