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A proposito di affetti: Una rosa.



Come accade di frequente, chiamo al cellulare un vecchio zio, fratello minore di mio padre. 

Inoltre, è il mio padrino di battesimo. 

Qualche tempo fa mi ha invitata a cogliere le nespole del suo giardino.

È stato un tenore corista dell'Ente Lirico locale: per questo, nonostante l'età avanzata, ha una voce potente.

“Chi parla?” mi dice, scherzando. Mi ha riconosciuta subito.

“Posso passare da te?”

“Certo, a tua disposizione. E anche le nespole, giusto quelle sopravvissute agli uccelli.”

Rido, mi preparo e vado da lui.

Non abitiamo distanti e, nel raggiungerlo, percorro il lungomare, da cui ammiro questa bella spiaggia.

È rimasto vedovo da poco: un dolore immenso, straziante. Una lunga vita insieme, quasi 70 anni.

Lui e la moglie si erano conosciuti da ragazzini ed hanno attraversato tutto quel tempo tra affetti, figli, nipoti, discussioni, viaggi, traslochi vari e infine quella casa, vicina al mare e con un bel giardino.

Poi la malattia di lei e il suo andarsene lento.

Mio zio mi accoglie al cancello di quella casa che ama e di cui ama soprattutto il giardino; la moglie piantava rose, gigli d'Africa, margherite: e tutto fioriva.

Si regge con il bastone, perché la schiena è piegata verso terra, ma lui cammina ostinato e mi accompagna dentro casa.

E qui parliamo: di chi non c'è più, di ricordi lontani, della pienezza della sua vita, di come senta la moglie accanto, che gli si annuncia con soffi leggeri, di come in giardino lei ringraziava le piante per la loro bellezza.

Poi, mi racconta che canta le romanze d'opera che lei apprezzava e le chiede di aiutarlo, perché da solo non ce la fa.

È struggente ascoltarlo: mi stringe le mani e le sue sono calde, ancora piene di vita.

Usciamo in giardino: raccolgo le nespole mature attaccate ai rami, mentre lui me le indica.

“Prendi queste,” dice “sono ancora intatte, per fortuna.”

Poi si gira a guardare le rose.

Sono splendide. Mia zia le amava tutte, ma preferiva le bianche.

Lui ne ammira una, davvero magnifica.

“Vedi, questa all'inizio era di color rosa, poi è diventata bianchissima.”

Ed io non capisco come sia accaduto.

Me lo spiega lui, guardandomi con i suoi occhi celesti.

È diventata bianca, questa rosa, per essere amata da lei ancora di più.” 




Testo di Gloria Lai (Le fiabe di Gloria Lai)

Fotografia di pixaby


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