L’Oracolo e l’Editoriale di Febbraio
- lachanceria
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min
A cura di Rossana Orsi
Quando le nebbie di stagione
festeggiano la nascita in Febbraio,
beviamo il nettare dell’in(d)izio.
Quando i pori
– dilatati ormai dall’inverno –
si aprono come il manto fa alla terra:
raso.
Quando il corvo bussa tre colpi
semi e pigne si avvolgono in miele.
Quando l’aria tremula nel petto
non puoi far altro che febbricitare.
Quando qualunque oasi
la si raggiunge dietro agli occhi chiusi,
la pioggia ci rende simili a vento e vetri:
insegna il mulinello, la morsa, gli abbracci.
Quando desidéri e sogni
non sono più di nessuno.
Quando s'mpara la rigidità dei transiti
lasciando andare Nettuno oltre al proprio Sole,
si scopre che strappo e sutura
hanno molto di più in comune.
Quando restiamo ammirati
dall’opaco e dal bianco,
scegliamo poi il silenzio delle bulbose.
Quando la mattina inizia
con una goccia puntellata allo scheletro,
gola e mente si arrovellano,
è lì che la combustione diventa galaverna.
Madre nostra,
la tua vita ci allieta:
depositata, scagliata, inferta.
Dacci la capacità
di oltrepassare i significati letterali.
Madre delle vette e delle temperature basse,
insegnaci la crescita lenta.
Sento le pareti del tuo corpo,
Madre,
appena mi accorgo che non esistono
quando soltanto il ricordarti sopravvive,
quando la separazione, sinceramente, svanisce.

Editoriale di Febbraio
Benvenuto Febbraio.
E bentrovati con la ripartenza effettiva del blog e delle altre nostre attività che sono scivolate lungo Gennaio con il peso dei compiti più pratici, quelli dedicati al riordino, a riorganizzare i calendari editoriali per le prossime pubblicazioni.
Questi, sono due proverbi che ho trovato particolarmente affini al mio sentire su questo mese:
Chi vuole un buon erbaio, lo semini di febbraio.
Febbraio, il sole in ogni ombraio.
Sono ufficialmente pronto a interrare nuovi semi e ad affidarmi agli splendidi giochi di luce che questo mese sempre ci regala?
Pormi questa domanda è quasi come una cantilena che mi ha accompagnata nelle ultime settimane, verso la fioritura degli ellebori.
Ci sono diversi aspetti che amo di Febbraio.
Il primo riguarda quello lavorativo che, come ogni inizio anno, si concentra sul tirare le somme dell’anno da poco concluso e affinare al contempo lo sguardo per la visione su quello che è da poco iniziato.
Il secondo è strettamente personale, riguarda diverse ricorrenze che custodisco nel dispiegarsi del mese fino al mio compleanno.
Il nome “febbraio” deriva dal latino Februarius che si lega ai riti di purificazione (februa) che si svolgevano nell’antica Roma proprio in questo periodo. Era infatti il mese dedicato al dio della purificazione, Februus.
In molte culture, Febbraio è visto come un mese di transizione tra l’inverno e l’inizio della primavera. In Italia esistono diverse tradizioni come i Giorni della Merla (29, 30 e 31 gennaio) che vengono detti i giorni più freddi dell’anno, anticipatori dell’arrivo di temperature più miti.
Febbraio è anche il mese del Carnevale, con le sue maschere in festa, stelle filanti e coriandoli. Le strade si animano e le tavole si riempiono dei dolci tipici che in ogni regione prendono nomi differenti (ad esempio le chiacchiere e le castagnole).
Alcune ricorrenze che ho trovato sul web, e che mi faceva piacere condividere, le riporto qui di seguito:
7 febbraio: Nasce il personaggio di Charlot
17 febbraio: Giornata internazionale del gatto
22 febbraio: La NASA comunica la scoperta di un sistema solare simile al nostro distante circa 39 anni luce
26 febbraio: Scoperta l'Australia ad opera del navigatore olandese Willem Janszoon
27 febbraio: Giornata Mondiale dell’orso polare
Prima di lasciarti una semplice ricetta, che ho sperimentato da poco e apprezzato molto, vorrei regalarti l’emozione che mi hanno fatto provare le parole di questa poesia a firma di Antonia Pozzi, dal titolo Voli.
Pioggia pesante di uccellisu l’albero nudo:così leggermente vibrandodi foglie vivesi veste.
Ma scatta in un frullolo stormo,l’azzurro Febbraiocon la serasta sui rami.
È gracile il mio corpo,spoglio ai volidell’ombra.
Torta di mele e datteri (veg)
INGREDIENTI:
Mele 2/3 (golden, fuji o renette)
Farina 240 g(preferibilmente integrale 200 + 40 di nocciole o avena) alla quale puoi aggiungere della fecola di patate per un risultato più soffice
Datteri 180 g
Bevanda vegetale 250 ml (consiglio quella di soia)
Olio 70 g (di semi o di soia)
Lievito per dolci, in polvere (una bustina)
Aromi (cannella o cacao amaro)
PROCEDIMENTO
Fai bollire i datteri in acqua bollente per 10 minuti circa in modo da ammorbidirli e poi, una volta scolati, frullali assieme alla bevanda vegetale
Sbuccia le mele e tagliale a fettine sottili (puoi metterle da parte aggiungendo del limone sopra per non farle scurire)
Incorpora la farina, il lievito per dolci e gli aromi che hai scelto, quindi aggiungi i datteri frullati e l’olio e mescola bene
Trasferisci il composto in uno stampo o tortiera (oleata oppure rivestito di carta forno) e completa in superficie inserendo le fettine di mela (puoi disporle a raggera o affondarle leggermente nell’impasto)
Cuoci in forno preriscaldato a 180 gradi per 45-50 minuti
Spero che ti farà piacere seguire i miei dolci consigli. A me farà sicuramente piacere ricevere i tuoi pareri.
Che sia un mese di passi consapevoli e incontri sinceri.
Che la Natura possa sempre guidarci e sostenerci.
E che i contenuti dei nostri collaboratori possano accompagnarci tutti nelle settimane a venire con entusiasmo e originalità.
Rossana
Testo di Rossana Orsi (rossana_orsi)
Fotografie di Canva



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