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la piuma di Giorgio Faletti


Ci sono momenti in cui lo stupore non mi è di casa. 

Accadono di rado, questi momenti, e mi accorgo subito della mancanza. 

Ci sono momenti in cui lo stupore mi corre in soccorso proprio quando meno me lo aspetto, delicato e svolazzante, proprio come in questo caso.

Il titolo “la piuma” mi ha raggiunta tra gli scaffali di un mercatino dell’usato. La prima cosa a colpirmi, però, è stato il nome dell’autore del quale conoscevo alcuni titoli classificati all’interno del genere giallo. Così, quando ho letto che si trattava di una favola mi sono subito incuriosita.


Nella quarta di copertina svetta la frase: Una piuma è fatta per volare. E mai, come in questa edizione (Baldini&Castoldi 2015), ho trovato la scelta di questo passaggio così rappresentativa del tutto espresso in appena un’ottantina di pagine. 


“Tracciando il suo invisibile sanscrito nel cielo, la piuma sorvolò un villaggio popolato di uomini, che come tali prestavano attenzione solo a ciò che avveniva in terra, davanti ai loro occhi. Nessuno riuscì a vedere la piuma perché nessuno aveva tempo a sufficienza per alzare gli occhi al cielo e riuscire anche solo a guardarla.”


La poetica con la quale è scritta questa storia l’ho trovata di una tenerezza come poche altre. Semplice e dolce nelle frasi asciutte eppure ricca dell’energia propria di ciò che si esprime con sincerità. Mi è apparsa fin da subito l’occasione perfetta per ritrovare quel tempo necessario all’introspezione che spesso anche io rincorro o perdo dietro ai doveri, agli impegni, alle responsabilità quotidiane. Degne di nota sono altrettanto le tavole illustrate da Paolo Fresu che accompagnano, con rispetto di spazio e in un caldo equilibrio, i vari capitoli.



La piuma

Il Re e il Generale

Il Curato e il Cardinale

La Ballerina innamorata

La Donna di Tutti

L’Uomo del Foglio Bianco


Amore, potere, avidità, ingenerosità, disuguaglianza, materialismo.

Apparentemente slegati gli uni dagli altri, i capitoli e i temi, sarà proprio il viaggio della piuma a sugellarne la comunione. 

Alcuni brevi passaggi dedicati alla protagonista che mi hanno toccata:


“...bianca, come solo per le nuvole è possibile.”

“Era bianca come la neve, al punto che di neve stessa pareva fosse fatta, quando il sole colpisce e l’alone di luce è così forte che persino i lupi sono costretti a stringere le palpebre per non rimanere accecati.”

“Il suo gioco turbinante fu di nuovo spazio e sostegno per aiutarla a uscire dalla finestra e farla salire verso l’alto, al posto di una sterile preghiera senza fede.”

“La piuma, come tutte le cose che non possono cadere, ritrovò l’amore di un vento devoto e gli si affidò con un abbandono che non necessitava di ricompense.”


Questo ultimo passaggio, in particolare, mi ha fatto ricordare quanto può essere importante la scrittura per il percorso di conoscenza di ciascuno, quanta energia illuminante possiede la parola usata a rappresentazione di messaggi puri, quanto ami chi si avventura nei territori dei dettagli e nei luoghi più profondi che appartengono a chiunque e che chiunque potrebbe osservare.

Ringrazio, ovunque lui sia, Giorgio Faletti per averci resi partecipi della sua visione. 

Io, personalmente, ne avevo un gran bisogno.


GIORGIO FALETTI

LA PIUMA

Baldini&Castoldi


Recensione e fotografie di

Rossana Orsi(rossana_orsi)



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