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“Nudi e Crudi” di Alan Bennett

  • lachanceria
  • 16 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Buongiorno, buonasera o forse no...


Immagina di aver passato una piacevole serata a teatro con la persona che ami.

Stai per rientrare a casa quando, dopo aver girato la chiave nella toppa, capisci subito che non potrai tornare facilmente alla tua routine serale.

Perché il tuo letto è scomparso.

E con lui l’intero mobilio di casa.


«Vi hanno davvero lasciato in mutande», commentò Croucher, il suo assicuratore.

«No» disse Mr Ransome. «Si sono portati via anche quelle».



È in quel momento che l’assurdo prende il sopravvento.

Quando inizi a chiederti chi possa essere stato, scopri che non c’è logica, né bisogno, né disperazione.

C’è una banda di ladri che ruba per puro piacere, anzi per crudele godimento, con una leggerezza feroce che inquieta più del furto stesso.


Da qui la storia si divide in due possibilità: una trasformazione improvvisa e liberatoria oppure un declino prepotente, inaspettato, che sgretola ciò che credevi intoccabile.

Perché quando rimani nudo davanti a ciò che non hai più, emergono lati di te che nemmeno sapevi di avere.

Ora puoi decidere se abbracciare il cambiamento e scoprire un nuovo lato di te e di ciò che ti circonda, oppure farti trascinare in un vortice che ti risucchia interiormente…


E tu? Hai mai provato la sensazione di aver perso tutto?


Lucrezia


Testo di Lucrezia Angelini (lucrangelweird)

Fotografia di Canva


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