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LO SGUARDO DI MEDUSA di Natalie Haynes


Possono le divinità essere, in qualche modo, umane? E gli eroi, possono rivelarsi crudeli ed egoisti, al punto di gioire per le morti provocate, anche quando inutili? Chi sono i mostri e cosa fa di una creatura un essere mostruoso? 


Sono questi gli interrogativi che Natalie Haynes si pone e pone al lettore che si immerge nella lettura di questo libro.


Perché questo libro racconta di Dee e Dei, di Gorgoni e Nereidi, di uomini e donne; racconta della loro umanità e della loro mostruosità, dell'essere pedine insignificanti o artefici del proprio destino.



Ma soprattutto racconta di Medusa e Perseo, delle loro imprese, e l'autrice guida il lettore a cambiare prospettiva, a trovare un nuovo punto di vista sulle gesta di tre "mostruose" sorelle e di un "impavido" eroe.


Questo libro invita, "costringe" quasi, ad essere critici, a osservare con cura i particolari: per diventare consapevoli della sottile linea di demarcazione tra coraggio e codardia, tra scelta e rinuncia, e per ricordare che gli stereotipi sono spesso vuoto retaggio culturale.


"Gli Olimpi [sic.] Sono rimasti tutti piuttosto perplessi, quando lei si è chinata a piantare un albero. Devono aver pensato: come può un albero rivaleggiare con l'oceano? Ma come può una divinità formulare un pensiero così sciocco? In Attica non scarseggiavano certo gli oceani: mancava qualcos'altro, e Atena aveva capito cosa serviva a quella terra. Aveva bisogno del suono di foglie grigio-argentee, scosse dal vento. Aveva bisogno di un tronco elegante e chiaro e dei suoi frutti verde brillante. In sintesi, aveva bisogno di noi."


Natalie Haynes



Recensione e foto di Barbara Fontana(@la_casa_di_melia)



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