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CALENDULA (herbarium)

rubrica: Erbavolario


La Calendula, nome botanico Calendula officinalis, è una pianta officinale, generalmente coltivata come annuale, della famiglia delle Asteraceae e appartenente al genere Calendula. La sua origine è oscura, non è mai stata sicuramente individuata allo stato spontaneo; si ritiene che provenga dal Marocco o sia derivata dalla Calendula arvensis, una specie diffusa nell'Europa meridionale e che giunge sino alla Persia e all'Arabia.

Largamente coltivata ovunque, da tempi remoti, per la fioritura ripetuta che arriva fino a Novembre e la rende ideale a scopo decorativo, se ne possono trovare però esemplari inselvatichiti in ambiente mediterraneo fra 0 e 600 m sul livello del mare. Comunemente conosciuta con svariati nomi, tra i quali Calendola, Fiorrancio coltivato, Fior d´ogni mese, Calta e i sinonimi botanici di Caltha officinalis (Moench) e, come già accennato, Calendula arvensis (Linneo).

L'etimologia del suo nome si rifà alle calendae romane, che indicano per antonomasia una ricorrenza mensile. Secondo alcuni autori ciò è dovuto alla rifioritura regolare della pianta, secondo altri alle proprietà emmenagoghe


È una pianta erbacea con fusto carnoso e ramificato. Presenta foglie oblunghe, di un verde lucente, sessili e a margine irregolare. Durante tutta l'estate, una volta al mese appaiono grandi fiori color arancione, raggruppati in capolini: i periferici ligulati, quelli centrali ermafroditi e tubulosi. La fioritura si prolunga poi per tutto l'autunno. La moltiplicazione avviene con i semi, che sono posti sotto la corolla del fiore aranciato e hanno una forma a falce; quando il fiore appassisce e si secca divengono facilmente visibili. La loro forma permette loro, cadendo e venendo bagnati dalla pioggia, di rimanere parzialmente interrati con una punta rivolta verso l'esterno. In appartamento conviene gettare i semi, che possono essere prelevati direttamente dai fiori, o eventualmente acquistati in erboristeria, su un vaso riempito di terriccio, successivamente coprirli con uno strato di circa 1 cm di ulteriore terriccio e bagnare abbondantemente.


Preferiscono zone soleggiate, per questo conviene, se possibile, lasciare i vasi esposti verso sud in maniera da garantire sole tutto il giorno. Le piantine appena germogliate sono facilmente riconoscibili per le due foglioline allungate, lineari e spesse come quelle dei girasoli.

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama). La fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori: una volta che il frutto è maturo i semi, cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In cucina vengono usati nelle misticanze le sue foglie dal gusto molto particolare, ma soprattutto i fiori, ricchi di flavonoidi e di betacarotene. I fiori vengono utilizzati anche nei risotti, trasformandoli con il loro colore aranciato, tanto da meritarsi l'appellativo di "zafferano dei poveri".

La Calendula è dunque collegata a Luna, per la forma dei suoi semi e per la fioritura ciclica, e alla Grande Madre: una leggenda greca narra che Afrodite, addolorata per la morte di Adone, il suo giovane amante, pianse e le sue lacrime toccando terra, si trasformarono in Calendule. Ecco perché i Greci raffiguravano il dolore con un giovinetto che ne teneva in mano una corona e, fin nell'ottocento, la Calendula era simbolo di sentimenti tristi, quali tra gli altri la gelosia, la noia o il disinganno. Viste le sue innumerevoli proprietà, oltre la già citata proprietà emmenagoga, la Calendula dovrebbe invece simboleggiare la guarigione dalle pene d'amore o la Serenità: le tinture o gli oleoliti ricavati da fiori e foglie, infatti, rimarginano piaghe, ferite e diverse malattie della pelle; il suo decotto è insieme stimolante e calmante, depurativo e diuretico. E non vanno tralasciate le proprietà antibatterica, fungicida e antivirale. La Calendula è insomma una pianta che ha cura degli esseri umani, delicatamente soprannominata dai Francesi "petit souci" o "souci des champ".


In Armonia,

Barbara


Testo e fotografie di Barbara Fontana (@la_casa_di_melia)


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